India. Dopo una settimana.

Il quarto giorno arrivo a Rajkot. Alloggiamo alla foresteria della Diocesi del Guajaral. Cena indiana. Leggero mal di stomaco dovuto alle troppe spezie.
La mattina di Lunedi’ partiamo alle 10 dalla Diocesi di Rajkot dove ha sede l’ONG NT (Navjeeva Trust) che ci ospita e dopo due ore di viaggio arriviamo alla St. Thomas School a circa duecento km di distanza.
Ci accolgono 70/80 bambine/i urlando e saltandoci addosso. Dopo avermi salutato secondo la loro usanza chinandosi a toccarmi un piede mi hanno cominciato a pizzicare, tirarmi dei buffetti alle gambe ad al corpo. Dopo avere pranzato con loro ci hanno offerto uno spettacolo di danze, un piccolo spettacolo teatrale, canti. Io mi sono seduto a terra con le bambine e naturalmente mi hanno continuato a picchiare, a farmi il solletico sotto i piedi, a pizzicarmi. Mi hanno preso gli occhiali che si sono prontamente indossati, mi hanno preso la macchina fotografica ed il telefono, mi stringevano, cercavano le mie mani. Che sorrisi, che risate. Sono bambini poverissimi che grazie ai finanziamenti pubblici e privati e della chiesa cattolica possono studiare. Appartengono a famiglie poverissime, che vivono in villaggi sperduti di campagna. Spesso in baracche.

Dopo lo spettacolo ed i ringraziamenti io e Gianfranco abbiamo preso in mano la situazione ed abbiamo prima ballato con loro i loro balli (ridevano tutti per quanto fossi imbranato!!) poi abbiamo ballato Gioca Giue’ di Cecchetto poi giocato a ruba bandiera e infine a pallavolo. Naturalmente io sono stato un disastro in tutte le attivita’. Ma che gioia, che giornata unica. Sono certo che se vengo di nuovo non torno perche’ i loro sguardi non si arrendevano all’idea che andavamo via, che quella sorpresa cosi intensa era durata solo un pomeriggio. Mi chiedevano con lo sguardo di rimanere, mi sono commosso. Quanto mi ha rinvigorito questa giornata, quanto mi ha arricchito e, non sono parole banali e di circostanza ha rinnovato il senso di tutte le cose che faccio ogni giorno. Li ringraziero’ per sempre, per quei momenti pieni ed unici, emozionanti e da batticuore.
Martedi partenza per Gondal dove troviamo una scuola di 150 bambini gestita da un religioso e quattro suore. Solita accoglienza e soliti giochi. Visitiamo l’enorme fattoria con bufali e vacche che garantiscono il latte per tutto l’anno poiche’ l’acqua e’ poca. Scavano pozzi ma non trovano acqua. Dopo aver pranzato con loro ci mettiamo in cammino verso Veradal. L’esperienza piu’ toccante. Arriviamo in una scuola (tutte quelle visitate sono boarding school=scuole elementari) gestita da quattro suore giovanissime. Ci accolgono 44 bambine quasi tutte orfane avendo perso entrambi o un solo genitore genitore a causa dell’Aids. Ci hanno riservato balli e canti bellissimi. dalle piu’ piccole alle piu’ grandi. Poi non potenzo utilizzare la nostra musica ci invitano a ballare con loro i loro balli collettivi. Che visi, che sguardi, che sorrisi. Sara’ l’eta’ ma in loro non si trova sofferenza, tristezza che un giorno quando saranno piu’ grandi le sommergera’. Chissa’ se ricorderanno questo giorno. Le risate che si sono fatte vedendomi ballare peggio di un cavallo. Mi guardavano e continuavano a ridere anche dopo che le danze erano finite. Io ricordero’ quei visi, quei sorrisi per sempre.
Grazie.

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